Cultura - 

Rubens, il capolavoro lascia l’altare per essere salvato: sonde e monitoraggi sulla “Circoncisione”

Spostamento temporaneo nella Chiesa del Gesù per installare gli strumenti che controlleranno temperatura e umidità attorno alla grande tela di Pietro Paolo Rubens. Il percorso porterà al futuro restauro, sostenuto da Regione Liguria con 40mila euro

È iniziata questa mattina nella Chiesa del Gesù, in piazza Matteotti, una delle fasi più delicate del percorso di recupero della “Circoncisione” di Pietro Paolo Rubens, la grande tela collocata sull’altare maggiore. Il dipinto, monumentale anche nelle dimensioni, 492 per 277 centimetri, è stato temporaneamente spostato dalla sua nicchia per consentire il posizionamento delle sonde destinate al monitoraggio dello stato di conservazione. Le operazioni sono partite alle 7:30 con il montaggio dei ponteggi e si concluderanno nel tardo pomeriggio, quando l’opera sarà ricollocata nella sua sede abituale.

La “Circoncisione” fu realizzata da Pietro Paolo Rubens nel 1605 per l’altare maggiore della Chiesa del Gesù ed è considerata una delle opere più importanti conservate a Genova e in Liguria. Il progetto di recupero è stato promosso da Regione Liguria, che ha stanziato 40mila euro di fondi regionali per avviare un percorso di salvaguardia di un bene eccezionale, strettamente legato alla storia artistica della città e alla Chiesa dei Gesuiti, costruita tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento anche grazie alle risorse messe a disposizione dai figli di Agostino Pallavicino, aristocratico genovese e principale banchiere del duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga.

Le sonde dei registratori ambientali saranno collocate nella nicchia che ospita il dipinto e serviranno a controllare temperatura e umidità relativa sia nello spazio retrostante la tela sia in prossimità della superficie pittorica. I dati ambientali saranno poi incrociati con una raccolta mensile di immagini fotogrammetriche della superficie. L’obiettivo è arrivare a un progetto di restauro fondato su misurazioni precise, capace di considerare non solo le condizioni dell’opera, ma anche quelle dell’ambiente architettonico che la accoglie e le eventuali criticità microclimatiche che potrebbero favorire fenomeni di degrado.

«Il restauro della “Circoncisione” di Rubens, una delle opere più importanti e significative presenti a Genova e in Liguria, è un’azione strategica e fortemente voluta dall’amministrazione regionale», dichiara la vicepresidente di Regione Liguria con delega alla cultura Simona Ferro. Per la vicepresidente, il monitoraggio attraverso strumenti capaci di misurare temperatura e umidità mostra come la tecnologia possa diventare un alleato decisivo nella tutela dei beni culturali. Simona Ferro ha ricordato anche la collaborazione con il Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” di Torino e la recente riapertura del Laboratorio di Restauro di Regione Liguria, definito un presidio fondamentale per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico ligure.

L’indagine sarà eseguita dai Laboratori scientifici del Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”, su commissione dei padri gesuiti, con il contributo di Regione Liguria, in collaborazione con l’Ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi di Genova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria. La fase di monitoraggio durerà circa dodici mesi. Successivamente l’opera sarà trasferita in un locale del Museo Diocesano per proseguire le attività diagnostiche e di restauro.

Per la curatrice Anna Orlando, il progetto rappresenta il seguito concreto del lavoro avviato con la mostra “Rubens e Genova”. «Sono davvero felice di entrare nel vivo di un progetto che ho fortemente voluto fin dal 2022 e che ha trovato in Regione Liguria un pronto ed entusiastico consenso», spiega. L’intenzione, aggiunge, è «lasciare un segno importante sul territorio e andare al di là del mero evento espositivo», trasformando una mostra di successo in un’azione stabile a favore del patrimonio cittadino.

Soddisfazione arriva anche dalla Casa del Gesù. Padre Leonardo Vezzani sottolinea che l’avvio del monitoraggio è il risultato del lavoro congiunto tra Regione, Soprintendenza e gesuiti di Genova. «Siamo molto contenti di questa attenzione su un dipinto importante per la città di Genova e per la Compagnia di Gesù. È solo l’inizio di un percorso che ci porterà a riavere il quadro in tutta la sua bellezza, ma soprattutto segna l’inizio di una bella collaborazione fra la Compagnia di Gesù e le istituzioni pubbliche».

Il presidente della Fondazione Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”, Alfonso Frugis, parla di una sinergia scientifica d’avanguardia. Le attività integrate di monitoraggio ambientale e acquisizione fotogrammetrica tridimensionale consentiranno di costruire un quadro conoscitivo rigoroso e oggettivo, indispensabile per definire il futuro intervento e anche per stabilire le corrette modalità di gestione della tela quando tornerà nella sua sede originaria.

L’Arcidiocesi di Genova partecipa al progetto attraverso l’Ufficio Beni culturali e il Museo Diocesano. Maria Grazia Di Natale, coordinatrice dell’Ufficio diocesano Beni culturali, ricorda che la “Circoncisione” è uno dei dipinti più preziosi conservati in città e che il Museo Diocesano potrà ospitare il quadro nel caso in cui venga deciso di svolgere nelle sue sale una fase di analisi prima del trasferimento ai laboratori di restauro. Il Museo, spiega, potrà inoltre costruire attività di conoscenza e valorizzazione per permettere al pubblico una visione ravvicinata dell’opera in condizioni di sicurezza.

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria ha partecipato al gruppo di lavoro creato a supporto della Casa del Gesù per predisporre il progetto diagnostico preliminare. La storica dell’arte Caterina Olcese riferisce la soddisfazione del soprintendente Vincenzo Tinè per l’avvio delle operazioni affidate al Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”. Questa prima fase, spiega, sarà decisiva per comprendere lo stato conservativo reale del dipinto nel rapporto con lo spazio in cui è collocato, valutando condizioni ambientali, microclima e variabili che potranno orientare il futuro restauro.


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